Approfondimenti

Carcinoma mammario triplo-negativo

Circa il 10-20% dei carcinomi mammari sono classificati come triplo negativi in riferimento al fatto che non presentano recettori per gli estrogeni (ER -), non presentano recettori per il progesterone (PR-) e  non presentano iperespressione dei recettori HER2. Più frequentemente i tumori della mammella triplo negativi si manifestano in donne giovani, quindi in pre-menopausa. E’ dimostrato che le donne affette da sindrome metabolica (obesità, intolleranza glucidica o diabete, dislipidemia) sono più frequentemente soggette a sviluppare un carcinoma mammario triplo negativo. Alti livelli di colesterolo tendono a stimolare i fenomeni di angiogenesi e accelerare la crescita delle cellule di carcinoma mammario triplo negativo in numerosi studi sperimentali.

I tumori triplo-negativi sono caratterizzati da una rapida velocità di crescita e da un rischio elevato di determinare una recidiva locale o metastasi a distanza (34% di ricorrenze con tempo medio di recidiva dall’intervento stimata in 2.6 anni).

Il rischio di recidiva è quindi alto nei primi due anni per poi ridursi progressivamente fino a diventare simile a quello dei carcinomi mammari ormonosensibili dopo i cinque anni dall’intervento.

Nel carcinoma mammario triplo negativo è elevata l’incidenza delle metastasi epatiche.

Occorre pertanto che i protocolli di terapia siano il più possibile integrati, sia prima che dopo la rimozione chirurgica del tumore in quanto la sola chemioterapia rischia di essere insufficiente.

Un buon protocollo di integrazione comprende:

  • ipertermia total-body (stimolazione del sistema immunitario e prevenzione delle recidive metastatiche)
  • ipertermia localizzata in sede mammaria e a livello dei linfonodi loco-regionali (quando possibile da iniziare anche prima dell’intervento chirurgico)
  • dieta bilanciata, senza carboidrati in eccesso, povera di proteine e grassi animali, ricca di fibre e vegetali
  • integrazioni nutrizionali mirate con anti-ossidanti ed immuno-stimolanti in base alle specifiche esigenze dalle singola paziente (ad esempio vitamina D, curcumina, melatonina, omega 3, ecc.)

Il carcinoma mammario triplo negativo non è una sentenza di morte. Un protocollo di cura integrato può consentire di affrontare la malattia in sinergia, agendo sulle difese dell’organismo ed inibendo il potenziale di crescita delle cellule tumorali.