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Carcinosi peritonale

La carcinosi peritoneale rappresenta una complicanza frequente in diversi tipi di tumore, ad origine gastro-intestinale (colon-retto, stomaco, pancreas, GIST), ginecologica (è presente in circa il 70% dei carcinomi ovarici già al momento della diagnosi) oltre che la sede primitiva  di origine della malattia in situazioni più rare quali il mesotelioma peritoneale e lo pseudomixoma del peritoneo.

Il peritoneo è una membrana sierosa che avvolge e supporta la funzione e il metabolismo degli organi addominali nonché la motilità intestinale ed esercita un’importante ruolo immunologico essendo sede di linfonodi e cellule immunitarie. L’interessamento peritoneale si manifesta per diffusione diretta intra-addominale del tumore, a seguito di metastatizzazione oppure per disseminazione a seguito di interventi chirurgici (i dati disponibili sono incerti ma si stima un rischio di dispersione di cellule tumorali al peritoneo tra il 3 e il 28% in corso di chirurgia radicale).

Sintomi frequenti della carcinosi peritoneale sono inizialmente disturbi addominali vaghi ed aspecifici: disturbi della digestione, senso di gonfiore precoce ai pasti, senso di pesantezza addominale, nausea, stipsi alternata a diarrea. Si manifestano poi disturbi crescenti del transito intestinale fino alla sub-occlusione o, addirittura, all’occlusione intestinale.

L’accumulo di liquido a livello addominale (ascite) provoca alterazioni elettrolitiche  e della circolazione linfatica, spesso associati ad edemi degli arti inferiori e a versamento pleurico.

I soli trattamenti sistemici con chemioterapia (endovena o per via orale), immunoterapia e farmaci biologici sono quasi sempre inefficaci non riuscendo spesso ad ottenere sulla carcinosi peritoneale dei risultati soddisfacenti.

Trattamenti più invasivi di intervento, come da esempio la chemio-ipertermia intra-operatoria (HIPEC) non sono applicabili nei pazienti debilitati,  anziani o in presenza di metastasi in altre sedi.

Una valida alternativa in questi casi è rappresentata dalla tecnica di ipertermia oncologica a radiofrequenze che tratta la carcinosi peritoneale sfruttando la sensibilità al calore delle cellule tumorali a livello del peritoneo con una procedura non invasiva, ripetibile e associabile agli altri trattamenti in atto (chemioterapia, anticorpi monoclonali, terapie anti-ormonali, immunoterapia), consentendo contemporaneamente, il trattamento delle eventuali metastasi in altra sede.